Bollette in casa condivisa: intestazione e ripartizione
Chi intesta le utenze, come dividere luce, gas, acqua e internet, cosa fare con i conguagli e con chi entra o esce a metà periodo. Con esempi pratici.
In breve
- Chiarite subito se le bollette sono comprese nell’affitto o si pagano a parte.
- Chi intesta un’utenza risponde dei pagamenti: fissate una scadenza per i rimborsi degli altri.
- Se qualcuno entra o esce a metà periodo, dividete in base ai giorni di presenza.
- Tenete da parte una piccola somma per i conguagli, che possono arrivare mesi dopo.
Indice della guida
Bollette incluse o a parte?
Nelle stanze in affitto capitano due situazioni. Nella prima le utenze sono comprese nel canone, oppure si paga al proprietario un forfait mensile: tra coinquilini non c’è nulla da dividere, ma conviene sapere che cosa copre il forfait e se sono previsti conguagli. Nella seconda le bollette arrivano a parte e vanno ripartite in casa. Leggete il contratto prima di firmare e, se qualcosa non è scritto, chiedetelo.
Chi intesta le utenze
Ogni fornitura ha un intestatario, cioè la persona che firma il contratto con il fornitore e risponde dei pagamenti. Se le utenze restano intestate al proprietario, siete voi a rimborsarlo. Se invece vanno intestate a un inquilino, di solito si sceglie chi pensa di restare più a lungo, per evitare cambi continui.
Quando si cambia intestatario si incontrano due parole:
- Voltura: cambio di intestatario su un contatore già attivo. La fornitura non si interrompe.
- Subentro: riattivazione di un contatore disattivato, per esempio in una casa rimasta vuota. Di solito richiede più tempo.
In entrambi i casi servono i dati dell’immobile, il codice del punto di fornitura, che si trova in bolletta (POD per la luce, PDR per il gas), e la lettura del contatore. Costi e tempi dipendono dal fornitore: verificateli prima di fare la richiesta.
Essere intestatario significa anche anticipare i pagamenti. È giusto che chi se ne fa carico non resti scoperto: fissate una data entro cui gli altri rimborsano la propria quota, per esempio sette giorni dall’arrivo della bolletta.
Come dividere luce, gas, acqua e internet
Senza contatori separati non si può misurare il consumo di ciascuno, quindi il criterio più diffuso resta la divisione in parti uguali tra chi ha vissuto in casa nel periodo della bolletta. Alcune situazioni meritano un accordo diverso.
- Stufette o condizionatori in una sola stanza: consumano molto. Se li usa una persona sola, potete concordare una quota in più.
- Assenze lunghe: chi resta fuori per un mese intero consuma meno luce e gas, ma i costi fissi della bolletta non cambiano. Una soluzione equilibrata è dividere in parti uguali la quota fissa e ridurre solo la parte legata ai consumi.
- Internet: si divide in parti uguali, perché il costo non dipende da quanto lo si usa.
Qualunque criterio scegliate, scrivetelo insieme alle altre regole della casa: dopo sei mesi nessuno ricorda con precisione che cosa si era deciso a voce.
Chi entra o esce a metà periodo
Le bollette coprono spesso uno o due mesi e raramente coincidono con le date di ingresso e di uscita. Il metodo più semplice e trasparente è dividere per giorni di presenza.
Quando qualcuno lascia la casa, leggete i contatori il giorno dell’uscita e fotografateli: la foto conserva la data. Servirà per dividere correttamente la bolletta successiva e un eventuale conguaglio.
I conguagli: perché arrivano e come prepararsi
Se il fornitore non dispone di letture reali, può fatturare consumi stimati. Quando arriva la lettura effettiva, la differenza viene regolata con un conguaglio, che può essere a vostro favore o a vostro carico. Dopo un inverno con il riscaldamento acceso, un conguaglio a sfavore può essere consistente.
- Comunicate l’autolettura quando il fornitore lo consente: bastano una foto del contatore e pochi minuti.
- Controllate il periodo a cui si riferisce il conguaglio: può riguardare mesi in cui in casa c’erano persone diverse. In quel caso usate il criterio dei giorni di presenza.
- Tenete da parte una piccola somma, per esempio 10 € a testa al mese, per non trovarvi in difficoltà. Se il conguaglio non arriva, la somma si restituisce o si usa per le bollette successive.
- Decidete chi paga i conguagli di chi è uscito: di solito chi ha lasciato la casa risponde per il periodo in cui c’era. Fatevi lasciare un recapito.
La tassa sui rifiuti
La TARI è un tributo comunale e non una bolletta di un fornitore, ma in casa condivisa pone le stesse domande. In generale è dovuta da chi occupa l’immobile; se l’occupazione non supera sei mesi nello stesso anno solare, è dovuta dal proprietario. Nelle stanze in affitto spesso è già compresa nel canone o nelle spese: verificate il contratto e, per i dettagli, il regolamento del vostro Comune.
Una routine che evita le discussioni
- Quando arriva una bolletta, l’intestatario la condivide con tutti entro pochi giorni.
- Si registra la spesa indicando il periodo di riferimento e chi era in casa.
- Ognuno rimborsa la propria quota entro la data concordata.
- Chi riceve i rimborsi li segna come ricevuti, così i conti restano aggiornati.
Con Namea potete inserire la bolletta come spesa comune ancora da pagare, segnarla come pagata quando la saldate e lasciare che i saldi di ciascuno si aggiornino da soli.
Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e descrivono situazioni generali. Per il tuo caso specifico verifica il contratto e le indicazioni ufficiali, oppure rivolgiti a un professionista o a un’associazione di inquilini.